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Colline del Prosecco: cosa vedere in 2 giorni. Itinerario tra borghi, vigneti e mulini

Scritto da Silvia

Cosa vedere nelle Colline del Prosecco in Veneto. Itinerario lungo la Strada del Prosecco tra colline, borghi, mulini, musei e vino.

A poco meno di un’ora da casa nostra parte l’antica strada del vino, la cosiddetta Strada del Prosecco. Un itinerario bellissimo tra le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che nel 2019 sono state iscritte a Patrimonio dell’Unesco.

Negli ultimi mesi abbiamo visitato o ri-visitato i luoghi e le attrazioni che caratterizzano questa regione e quindi ho deciso di stilare un itinerario quanto più completo possibile per chi si approccia per la prima volta alle Colline del Prosecco. Un itinerario di un centinaio di chilometri che si snoda nell’Alta Marca trevigiana. Da Conegliano a Valdobbiadene attraversando alcuni dei borghi più belli d’Italia, tra musei, un’abbazia medievale e un antico mulino tutt’oggi funzionante. Un percorso tra gli estesi vigneti che hanno reso quest’area una delle più belle del Nord Italia. Un viaggio enologico alla scoperta delle origini del prosecco e del cartizze. Un viaggio nella storia in quello che è stato uno dei centri tessili più importanti del Novecento.

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Per completare questo itinerario considerate un paio di giorni, che diventano tre se avete intenzione di fermarvi anche in alcune delle molte cantine della zona per degustare le eccellenze vinicole di questa regione.

Itinerario di 2 giorni lungo la Strada del Prosecco

Cosa vedere nelle Colline del Prosecco: itinerario del primo giorno

Pieve di San Pietro di Feletto

L’antica Pieve di San Pietro di Feletto è stata la nostra prima tappa lungo le Colline del Prosecco. Risalente all’epoca longobarda, è una piccola chiesa estremamente affascinante, costruita in posizione panoramica sui colli del Feletto. Il suo segno distintivo è l’ampio porticato esterno decorato da un ciclo di bellissimi affreschi, primo tra tutti il famoso “Cristo della domenica”.

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Durante il weekend è anche possibile visitare gli interni della pieve, che custodiscono altri antichissimi affreschi recentemente restaurati. I più belli per me sono quelli che decorano la piccola Cappella di San Sebastiano, alla sinistra della navata principale, e quelli sopra l’arco dell’abside. Un ambiente a tratti spoglio, essenziale, ma che ispira raccoglimento e silente ammirazione.

Molinetto della Croda

Uno scenario bucolico è quello che ci siamo trovati davanti agli occhi quando siamo arrivati al Molinetto della Croda a Refrontolo, a pochi chilometri dalla Pieve di Feletto. Un’immagine rurale che ricorda un vecchio dipinto ad olio, i cui protagonisti sono un antico mulino e la cascata adiacente.

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Il Molinetto della Croda risale al XVII secolo, quando le sue fondamenta vennero costruite sulla nuda roccia, la croda della montagna, ed è uno dei pochi mulini ad acqua ancora funzionanti, con la caratteristica ruota esterna in legno. Noi abbiamo scelto di visitare anche gli interni, piuttosto interessanti a dire il vero, dalla sala della macina alla stalla, dalla cucina alla cantina alla camera da letto. Con lo stesso biglietto d’ingresso abbiamo poi risalito la collina per ammirare la cascata dall’alto e immergerci nel verde. Un percorso molto semplice tra passerelle e brevi tratti sterrati, che consente di sfiorare con le mani l’acqua fresca e cristallina.

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Torri di Credazzo

Una sosta imperdibile di questo itinerario sulla Colline del Prosecco è il complesso fortificato delle Torri di Credazzo, sui colli tra Farra di Soligo e Col San Martino. Dell’intero complesso feudale dei Conti Collalto, edificato tra il IX e il X secolo a scopo difensivo, rimangono oggi solo tre torri collegate da una cinta muraria e completamente circondate dai vigneti. Ad essere precisi, quelle che vengono chiamate torri sono in realtà un mastio, una casa torre e una torre scudata. Nonostante gli interventi di restauro di una trentina d’anni fa, non è possibile visitare gli interni, ma la vera bellezza per me è il panorama di cui si gode dopo aver raggiunto le torri. Una vista pazzesca che abbraccia le colline dell’Alta Marca Trevigiana.

cosa vedere nelle colline del prosecco - panorama sulle colline del prosecco dalle torri di credazzo

Osteria senz’Oste

A Santo Stefano di Valdobbiadene si trova uno dei luoghi più particolari delle Colline del Prosecco, la famosa Osteria senz’Oste. Una vecchia casa di campagna in cui ci si può fermare per bere o mangiare qualcosa in totale autonomia. Come dice il nome stesso, infatti, non c’è nessun oste a gestire questa sorta di rifugio rurale, che nelle intenzioni del proprietario dovrebbero accogliere solo viandanti onesti e rispettosi. Dopo aver mangiato e bevuto viene infatti richiesto di lasciare in un’apposita cassetta di legno una cifra che, in base anche al listino prezzi esposto, si ritenga congrua rispetto a quanto consumato.

Arrivare all’Osteria senz’Oste è piuttosto semplice, anche se le indicazioni stradali non sono moltissime. Vi consiglio di lasciare l’auto prima della stradina che porta all’osteria e di arrivarci a piedi. Dopo una piccola salita vi troverete davanti ad una vista panoramica senza pari, dominare dall’alto il dolce profilo delle colline di Valdobbiadene è una sensazione unica.

Col Vetoraz e l’omonima azienda vinicola

A pochi passi dall’Osteria senz’Oste, proprio sulla sommità di Col Vetoraz, il punto più alto dell’area del Cartizze, si trova la famosa omonima azienda vinicola. Una tappa irrinunciabile, una sosta che facciamo ogni anno sulle Colline del Prosecco. L’azienda Col Vetoraz ha aperto i battenti nel 1838 e da allora produce Valdobbiadene DOCG e Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG, due vini che sono un’eccellenza nel mondo. Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, ultimo in ordine cronologico il Premio Cantine d’Italia 2021 per il Valore Enoturistico. All’interno è possibile accomodarsi per una degustazione, prendere parte ai percorsi formativi per imparare a conoscere il territorio e la tradizione enologica delle colline di Valdobbiadene e ovviamente acquistare i vini, come abbiamo fatto noi anche poche settimane fa.

L’azienda Col Vetoraz si trova su una terrazza panoramica incredibile (le foto qui sotto le ho scattate quasi tutte dal vialetto d’ingresso) e, unitamente all’Osteria senz’Oste, è il motivo per cui vi consiglio caldamente di fermarvi a Santo Stefano di Valdobbiadene anche se non avete intenzione di fare acquisti.

cosa vedere nelle colline del prosecco - panorama valdobbiadene
cosa vedere sulle colline del prosecco - panorama a valdobbiadene sulle colline del prosecco

Valdobbiadene

Come avrete ormai capito, Valdobbiadene, con la vicina località Cartizze, è la patria indiscussa del prosecco. Oltre ai vini e agli affacci panoramici, è però anche una città molto carina, in cui ci siamo fermati un paio d’ore.

Il cuore del centro storico di Valdobbiadene è Piazza Marconi, su cui si affacciano il Duomo di Santa Maria Assunta, il campanile (staccato dalla chiesa) e la Torrefazione Spinetta, la torrefazione più piccola d’Italia che dal 1956 tosta artigianalmente alcuni tra i caffè più pregiati del mondo. Con una passeggiata di poche centinaia di metri da Piazza Marconi si arriva infine a Villa Cedri, ottocentesca struttura in stile liberty che deve il suo nome ai cedri presenti nell’ampio parco che la circonda.

Cosa vedere nelle Colline del Prosecco: itinerario del secondo giorno

L’abbazia di Follina

Il secondo giorno di questo itinerario alla scoperta delle Colline del Prosecco inizia all’abbazia di Follina, un antico monastero cistercense che è un vero gioiello architettonico.

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La visita comincia dalla Basilica trecentesca in stile romanico gotico, dove si trovano un prezioso crocifisso ligneo del periodo barocco e l’affresco della “Madonna con bambino” di Francesco da Milano che, sullo sfondo, ha ritratto un tipico paesaggio veneto. Da qui spostatevi al Chiostro Monumentale, per me la parte più bella dell’intero complesso abbaziale, curatissimo e ricco di dettagli. Quadrato e con la classica fontana al centro, ha colonne con fusti e capitelli l’uno diverso dall’altro e i giochi di luce che il sole regala nelle prime ore del mattina o verso il tramonto rendono l’atmosfera quasi mistica. Sul chiostro si aprono la sacrestia, la sala del capitolo e l’antico refettorio, oggi monumento ai caduti. L’altra parte del monastero comprende infine una lunga loggia ad archi con colonnine di pietra bianca e il Chiostrino dell’Abate, semplice ma molto carino.

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Il borgo medievale di Cison di Valmarino e Castelbrando

A pochi chilometri da Follina si trova il piccolo paese di Cison di Valmarino, iscritto al circuito dei Borghi più Belli d’Italia. Un gioiellino a cui, se avete tempo, vi consiglio di dedicare almeno mezza giornata, perché le cose da fare e da vedere sono davvero molte.

La visita di Cison di Valmarino parte dal centro storico, dall’ampia Piazza Roma su cui si affacciano il palazzo del municipio, la Chiesa di Santa Maria Assunta e il Teatro della Loggia, che ospita anche un museo di radio d’epoca. A pochi metri dalla piazza non perdetevi la Via dell’Acqua, il sentiero naturalistico che segue il corso del torrente Rujo snodandosi tra cascate e ponticelli, una meraviglia anche per i più piccoli. Lungo il percorso, uscendo dal borgo, si possono vedere antichi lavatoi e mulini, motivo per cui si parla anche di Via dei Mulini. Continuando a camminare per qualche chilometro si arriva infine al Bosco delle “Penne Mozze”, un memoriale completamente immerso nel verde dedicato agli alpini. Inaugurato nel 1972 e oggetto di vari ampliamenti, ospita oltre 2000 stele in ricordo degli alpini caduti.

Prima di andarvene da Cison di Valmarino, fate un’ultima sosta a Castelbrando, appena fuori dal centro, proprio sulle pendici del monte Castello. Si tratta dell’antico castello della famiglia Brandolini che oggi ospita un albergo di lusso e vari percorsi museali.

I laghi di Revine

Uno dei miei posti preferiti nelle Colline del Prosecco è il grande prato che affaccia sui Laghi di Revine, un’oasi di pace tra i comuni di Revine e Tarzo, a pochi chilometri dalla più famosa Vittorio Veneto. Due laghi glaciali, il lago di Santa Maria e il lago di Lago (giuro che si chiama davvero così), oggi separati da un piccolo istmo ma che in passato erano un unico bacino, originatosi dal ritiro del ghiacciaio del Piave.

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Ho scoperto i Laghi di Revine qualche anno fa quasi per caso, di ritorno da una gita alla vicine Grotte del Caglieron e da allora ci siamo tornati più volte anche con Nico. Tra aree verdi attrezzate, canneti, una piccola spiaggia e un sentiero pianeggiante che consente di fare il giro dei laghi, se non ci siete mai stati considerate almeno un paio d’ore.

Visitare le Grotte del Caglieron, nel cuore verde della Marca Trevigiana

Vittorio Veneto

Una delle città più belle della provincia di Treviso e tappa irrinunciabile di un itinerario tra le Colline del Prosecco. Vittorio Veneto meriterebbe da sola un’intera giornata, considerato anche che ha due centri: Serravalle e Ceneda. Nel caso in cui la inseriate all’interno di questo on-the-road, sarà necessario fare delle scelte e concentrasi ad esempio solamente su Serravalle.

Iniziate la vostra visita da Piazza Flaminio, la piazza più bella della città. Ammirate la Loggia Serravallese, antica sede del potere politico di Vittorio Veneto, entrate al vicino Duomo e fate una passeggiata sotto i portici di Via Martiri della Libertà, tra palazzi in stile gotico e rinascimentale, molti dei quali splendidmente affrescati. Non ripartite prima di esservi fermati in uno dei tanti locali del centro, magari per sorseggiare un calice di prosecco millesimato.

cosa vedere nelle colline del prosecco - itinerario - vittorio veneto

Da Serravalle spostatevi poi a San Giacomo di Veglia, piccola frazione di Vittorio Veneto dove si trova il Museo del Baco da Seta. Un museo interessantissimo ospitato in quella che in passato era la filanda Maffi, uno dei complessi industriali più importanti del trevigiano e non solo. In questa zona, infatti, l’allevamento dei bachi da seta e il lavoro nelle filande hanno rivestito un ruolo centrale per l’economia per lungo tempo, dall’inizio dell’Ottocento fino a pochi decenni fa.

Conegliano

Questo itinerario lungo la Strada del Prosecco si conclude a Conegliano, sede della prima scuola enologica d’Europa, l’Istituto Cerletti, fondato nel 1876. È possibile visitare l’aula magna, la cantina utilizzata per lavorare le uve raccolte nei vigneti della scuola, la Bottega del Vino e il Museo Manzoni, dedicato al professor Luigi Manzoni che, oltre ad essere stato preside della scuola, è stato soprattutto un famoso ricercatore.

La visita di Conegliano continua in centro, in Piazza Cima, su cui si affacciano il palazzo del comune e il Teatro dell’Accademia. Passeggiate lungo via XX Settembre e arrivate fino al Duomo, parzialmente nascosto dalla Sala dei Battutti che si trova sopra al porticato. La Sala dei Battuti è un vero gioiello, che pochi conoscono e vi consiglio assolutamente di visitare. Risalente al Cinquecento, le sue pareti sono completamente affrescate da scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Infine, prima di lasciare Conegliano, salite all’antica Rocca di Castelvecchio, per visitare il museo civico e ammirare ancora una volta il panorama sulle Colline del Prosecco.

Spero che questo itinerario lungo le Colline del Prosecco vi sia piaciuto. Dopo il viaggio nelle Langhe di qualche anno fa, mi sono resa conto che era doveroso raccontarvi una zona che è l’eccellenza del turismo enologico e non solo del mio Veneto. Nei prossimi mesi scriverò anche altri articoli di dettaglio sulle singole tappe, quindi se avete delle curiosità fatemi sapere.

2 Commenti

    • Grazie a te, se ti dovesse servire qualche informazione in futuro sentiamoci.
      Le Colline del Prosecco sono a volte ingiustamente sottovalutate, molti non hanno la minima idea dei piccoli borghi, dei musei, dei mulini e delle tradizioni che racchiudono. Sono sicurissima che tu sapresti apprezzarle!

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