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Libri ambientati a Istanbul e in Turchia: 6 titoli di autori turchi da leggere assolutamente

Scritto da Silvia

Libri ambientati in Turchia da leggere assolutamente. I miei consigli di lettura per scoprire anche i lati meno conosciuti della Turchia e della sua capitale. Libri su Istanbul e sulla Turchia scritti da autori turchi.

La Turchia è un Paese che mi affascina moltissimo. Nell’ultimo anno ho letto vari libri ambientati in Turchia (e in particolare a Istanbul) e sto iniziando a capire la storia travagliata che l’ha attraversata, scoprendola tra le pagine di bravissimi autori turchi. In questo articolo vi consiglio quindi i sei libri ambientati a Istanbul e in Turchia che più mi sono piaciuti, portandovi con me in un viaggio letterario tra tradizioni e contraddizioni.

Libri ambientati a Istanbul e in Turchia da leggere assolutamente

1. La storia turca meno conosciuta: “Le quattro donne di Istanbul” di Ayşe Kulin

Il primo libro ambientato in Turchia che vi consiglio è opera di una delle più apprezzate scrittrici turche, Ayşe Kulin. Dal titolo si capisce subito che si tratta di un romanzo tutto al femminile, e questa potrebbe già essere una buona ragione per segnalarvelo. Ma il vero motivo per cui vi invito a leggere assolutamente questo libro è perché racconta un periodo della storia turca poco conosciuto e di cui personalmente non sapevo nulla.

Dopo l’ascesa al potere di Hitler, professori e scienziati ebrei furono cacciati dalla Germania e trovarono rifugio in Turchia, dove contribuirono a rinnovare profondamente l’università e l’ambiente accademico. Il romanzo si apre proprio con la fuga del professor Gerhard Schilmann e della sua famiglia da Francoforte alla Turchia, ad Ankara prima e ad Istanbul poi. Capitolo dopo capitolo vengono messe a confronto generazioni diverse di donne, a partire da Elsa, moglie di Gerhard e prima delle quattro donne di Istanbul. Donne in tutte le loro complesse sfaccettature, da chi si sente perennemente in bilico tra cultura tedesca e cultura turca a chi abbraccia con naturalezza la religione islamica. Un romanzo bellissimo, che apre anche un’ampia finestra sulla storia turca del secolo scorso, tra desiderio di rinascita e disordini politici, e che fa assaporare al lettore la bellezza orientale di Istanbul, i suoi profumi, i suoi mercati e il suo mare.

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Il consiglio in più: della stessa autrice ho appena comprato “L’ultimo treno per Istanbul”, che affronta lo stesso periodo storico e si preannuncia molto interessante.

2. La questione armena: “La bastarda di Istanbul” di Elif Shafak

Un altro romanzo “al femminile”, un’altra bravissima autrice turca che con questo libro ha rischiato addirittura il carcere, perché il codice penale turco punisce chi anche solo parli del genocidio armeno del 1915.

Tra le pagine del libro la questione armena ricorre spesso perché le due protagoniste sono Armanoush, americana nata da padre armeno, e Asya, la “bastarda” del titolo, turca di Istanbul. Un passato che permea il presente, ma che viene affrontato in modo molto diverso dalle due ragazze, flashback storici che ripercorrono le violenze perpretrate dall’impero ottomano, tradizioni occidentali e orientali che si confrontano e si scontrano, Istanbul che si svela attraverso i suoi sapori e i suoi profurmi. Un racconto alla scoperta delle proprie radici, un pizzico di magia tra jinn benevoli e malvagi, uno stile coinvolgente e diretto, un titolo che non può mancare se state cercando un bel libro da leggere ambientato in Turchia.

[…] la brezza cambiò direzione, e Armanoush colse un pungente odore di salsedine. Quella città era un miscuglio di odori, alcuni rancidi e acri, altri dolci e carezzevoli. Quasi tutti le ricordavano un cibo, al punto che aveva cominciato a percepire Istanbul come qualcosa di commestibile.

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Il consiglio in più: un altro romanzo molto bello dedicato al genocidio armeno è “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan.

3. La Turchia degli anni Settanta, tra tradizione e modernità: “Il museo dell’innocenza” di Orhan Pamuk

Il prossimo libro ambientato in Turchia che vi propongo è opera dello scrittore turco più letto in assoluto, il premio Nobel Orhan Pamuk. Un romanzo piuttosto lungo, quasi 600 pagine, che mi ha lasciata perplessa più di una volta sia per l’istintiva antipatia che mi ha suscitato il protagonista, incapace di decidere cosa fare della propria vita, sia per la lentezza con cui scorre nella parte centrale. Non posso quindi dirvi che si tratta di un libro che vi terrà incollati alle pagine, tutt’altro, ma se avrete la pazienza di leggerlo vi mostrerà chiaramente la Turchia e Istanbul dalla fine degli anni Settanta in poi.

Una cultura in perenne bilico tra tradizione e innovazione, tra una morale ancorata ai precetti del passato e usi e costumi occidentali sempre più diffusi tra i giovani. La condizione femminile appare basata sull’importanza della verginità, delle apparenze, di un buon matrimonio, sul non dover dare adito a chiacchiere. È questa la Turchia che fa da sfondo alla tormentata storia d’amore tra il ricco Kemal e la povera cugina Füsun, raccontata dall’autore attraverso oggetti che la ricordano e che capitolo dopo capitolo vanno a costituire il museo del titolo. Il libro indaga le pieghe più nascoste dell’animo umano, i tumulti e le passioni inconfessabili ma, in totale trasparenza, ciò che a me è piaciuto è la descrizione della società borghese turca, con le sue abitudini sia in privato che nella scena pubblica.

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Curiosità: a Istanbul è possibile visitare veramente il Museo dell’Innocenza, fatto costruire dallo stesso Pamuk allo scopo di raccontare la vita della classe borghese turca a partire dal 1970. La collezione conta circa un migliaio di oggetti, tra cui quelli ampiamente descritti nel romanzo.

4. Colori e profumi di Istanbul: “Rosso Istanbul” di Ferzan Özpetek

Una Istanbul rossa e azzurra, che profuma di fiori di tiglio e di tramonti sul Bosforo. È questo il ritratto della capitale turca che emerge dal romanzo del famoso regista Ferzan Özpetek.

Un romanzo che parla di vita vissuta, d’amore e di integrazione, perché “non c’è da avere paura dei nostri vicini di casa, o di banco, o di confine. C’è da aver paura solo dell’odio e dei pregiudizi”. Le vicende narrate sono quelle di un regista turco che torna a casa dopo aver passato molti anni a Roma. Ricorda la sua infanzia, il suo primo ragazzo, la sua famiglia e per un breve tratto la sua storia si intreccia con quella di una donna conosciuta durante il volo di andata. L’attaccamento del regista per la sua città natale emerge continuamente, come una lunga lettera d’amore. Le descrizioni della Istanbul di oggi e di quella di un tempo, i profumi e gli odori e soprattutto i suoi colori. Un libro da leggere assolutamente se state cercando pagine che vi facciano innamorare di Istanbul.

Istanbul, la città della malinconia, anzi degli hüzün, quel sentimento a metà tra la tristezza e la nostalgia. Sarà per i palazzi abbandonati che si stanno sgretolando, o per le yali, le antiche case di legno costruite su pontili e affacciate sull’acqua del Bosforo, usate un tempo per la villeggiatura, poi bruciate o distrutte una dietro l’altra […] Per me Istanbul è invece una città a colori: il blu della moschea di Rüstem Pascià avvolta di maioliche di Iznik in Anatolia dove sono state create e modellate e l’azzurro di certe giornate in cui il cielo ti fa venir voglia di diventare aquilone […]

Istanbul è il blu e rosso, che paiono riuscire a fondersi solo in certi tramonti sul Bosforo. È il rosso, il rosso dei carrettini dei venditori ambulanti di simit, le ciambelle calde ricoperte di sesamo che sono la prima cosa che compro quando arrivo. Il rosso fiammante dei vecchi tram, oggi ne è rimasto solo uno, con cui i turisti attraversano il cuore della città. Il rosso arancio con cui erano decorati i piattini del thè […] Il rosso dello smalto sulle unghie di mia madre […] Il rosso della tuta Adidas che mi ha chiesto in regalo e che le porto in valigia.

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5. La storia autobiografica di una famiglia dell’alta borghesia: “Una famiglia turca” di Irfan Orga

Vi consiglio ora un’autobiografia, che per lungo tempo è stata acclamata come il libro rappresentativo della Turchia per eccellenza. L’autore ripercorre la propria vita dal 1913 al 1940, sullo sfondo vivido degli avvenimenti socio-politici che hanno caratterizzato Istanbul e l’intera Turchia in quei decenni, dalla Prima Guerra Mondiale alla caduta dell’impero ottomano fino alla rivoluzione di Ataturk.

Una vita agiata che sprofonda nella miseria e nella disperazione, il passaggio da un’infanzia spensierata alla scuola dei poveri di Kadiköy, il rapporto con la madre, bella, forte e disposta a tutto per i propri figli. Un affresco familiare splendido e una lettura perfetta per capire la complessità del passaggio della Turchia da impero a stato moderno. Sono questi i motivi che mi hanno portato a inserire questo romanzo autobiografico tra i libri ambientati a Istanbul da leggere assolutamente.

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6. Istanbul e le sue minoranze etniche: “La casa sul Bosforo” di Pinar Selek

Il sesto libro che vi segnalo, oltre ad essere ambientato nella capitale turca, è una lettura imprescindibile se volete approfondire la storia recente di Istanbul e della Turchia. Un romanzo bellissimo ma un po’ impegnativo, scritto dalla sociologa e attivista per la pace Pinar Selek.

Gli avvenimenti narrati coprono il periodo storico che va dal Colpo di Stato del 1980 fino al 2001. Un ventennio di lotte, sacrifici e amore, un appassionante romanzo corale in cui politica, dolore e speranza si fondono. Un caleidoscopio di minoranze etniche, in cui il reciproco aiuto non viene mai meno. I protagonisti sono quattro giovani, poco più che adolescenti all’epoca del Colpo di Stato. Elif, studentessa che per alcuni anni cercherà di trovare rifugio nella rivoluzione clandestina, e Hasan, musicista. Sema, sognatrice costantemente alla ricerca di sè stessa, e Salih, talentuoso falegname che mette il proprio senso del dovere al primo posto. Attraverso i loro occhi e le loro lacrime la scrittrice racconta Istanbul e in particolare il quartiere di Yedikuele. Le sue vie, i suoi negozi, i suoi abitanti e i suoi cambiamenti. Il punto di vista privilegiato è sempre quello femminile, sono le donne a decidere con forza della propria vita e in questo si vede chiaramente l’impronta della Selek, da sempre convinta femminista.

Istanbul è una città immensa, carica di miti. Ora piange, ora ride. Un intreccio di microcosmi. Di tempi e luoghi. Di ricordi e speranze. Di dita rovinate, di labbra di rosa, di sguardi segreti […] Un giro per le strade di Istanbul equivale ad un viaggio nel tempo. Alcuni quartieri sconfinano uno nell’altro, altri finiscono in vicoli ciechi. Ombre, luci che si mescolano da tempo, o che si intrecceranno domani.

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Altri libri ambientati a Istanbul e in Turchia

In questo articolo mi sono voluta concentrare sugli autori turchi ma, per concludere e completare questa selezioni di libri ambientati a Istanbul e in Turchia, vi voglio consigliare anche alcuni titoli di autori italiani e inglesi che secondo me meritano una lettura.

  • “L’albero dei giannizzeri” di Jason Goodwin – un giallo storico di cui ho letto ottime recensioni e che comprerò sicuramente
  • “I segreti di Istanbul” di Corrado Augias – l’ho già scaricato su Audible e ho grandi aspettative perché il romanzo della stessa serie dedicato a Londra è fantastico (ve ne avevo parlato qui)
  • “Baudolino” di Umberto Eco – un grande classico che non può mancare in libreria

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