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Libri per amanti dell’arte: 9 romanzi che parlano di arte, quadri e pittori

Scritto da Silvia

Libri ispirati a quadri e pittori da leggere assolutamente. Nove romanzi che parlano d’arte, da Vermeer a Renoir a Leonardo, dalla vita della prima grande pittrice italiana alle ninfee di Monet.

Credo di non avervene mai parlato qui sul blog, ma un’altra mia grande passione è la storia dell’arte. Amo visitare mostre, andare per pinacoteche e musei, scoprire la vita dei grandi artisti del passato. E proprio da qui è nata l’idea di quest’articolo, per raccogliere i libri più belli che ho letto negli ultimi anni legati al mondo dell’arte. Dalle biografie di due geniali pittrici a titoli che svelano lati inediti della vita privata di famosi artisti, da libri che sono diventati dei classici della letteratura a romanzi ambientati in luoghi che sono diventati iconici grazie ad un quadro.

Vi consiglio nove libri perfetti se amate l’arte, in particolare se amate la pittura. Vi porto a scoprire la prima pittrice italiana e tutta la sofferenza nascosta dietro le opere di Frida, i panorami norvegesi che hanno ispirato Munch e le atmosfere del villaggio di Giverny dove visse Monet e qualche curioso aneddoto sulla vita di Leonardo.

Libri per amanti dell’arte: i migliori libri che parlano di quadri e pittori

1. Un romanzo che ruota attorno al dipinto più bello di Jan Vermeer: “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier

Il primo libro che vi propongo è ispirato ad un quadro famosissimo, “La ragazza con l’orecchio di perla” del pittore olandese Jan Vermeer. Il romanzo della Chevalier è ambientato nel XVII secolo a Delft, dove la sedicenne Griet lavora a servizio a casa della famiglia di Vermeer, avendo il compito di riordinarne anche l’atelier.

Giorno dopo giorno tra la ragazza e l’artista si instaura un rapporto profondo, che permette alla giovane di scoprire e capire molti aspetti del mondo dell’arte e della vita. Una complicità estremamente affascinante, che la porta a diventare la musa di Vermeer e ad essere la protagonista del celebre dipinto del titolo, causando al tempo stesso la gelosia della moglie del pittore. Un affetto che nasce e cresce tra luci e colori, tra pennelli e tele di un atelier che diventa un sorta di rifugio, un amore che travalica gli anni fino al commovente epilogo.

Il quadro era diverso da tutti gli altri. C’ero solo io, a mezzo busto, senza tavolini o tende, finestre o piumini per la cipria ad ammorbidire o distrarre. Mi aveva dipinto con i miei grandi occhi, la luce che mi inondava il viso lasciandone però in ombra il lato sinistro. Ero vestita di azzurro, giallo e nocciola. La stoffa arrotolata intorno alla testa mi faceva apparire diversa, come la Griet di un’altra città, addirittura di un altro paese. Lo sfondo era nero e dava l’impressione ch’io fossi estremamente sola, sebbene i miei occhi fossero senza alcun dubbio puntati su qualcuno. Sembrava che stessi aspettando qualcosa, convinta però che non sarebbe mai accaduta.

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2. Il racconto della vita di Artemisia Gentileschi, la prima pittrice italiana: “La passione di Artemisia” di Susan Vreeland

Molti dei romanzi di Susan Vreeland parlano d’arte, mescolando storia e fantasia nel raccontare la vita di grandi artisti, da Vermeer a Renoir a Picasso. In questo libro l’autrice americana racconta la vita di Artemisia Lomi Gentileschi. Dalla violenza subita in giovane età per mano del pittore Agostino Tassi al rapporto conflittuale con il padre Orazio, dalla perseveranza con cui riesce ad affermarsi in un mondo riservato agli uomini al suo sentirsi perennemente divisa tra l’amore per la figlia e quello per l’arte. Un ritratto a tutto tondo di quella che è stata la prima grande pittrice italiana. Apprezzata dai Medici e amica di Galileo, Artemisia Gentileschi è stata la prima donna ad essere ammessa alla prestigiosa Accademia del Disegno di Firenze. Il romanzo tratteggia in maniera splendida la passione travolgente che la pittrice metteva in ogni opera, il lungo lavoro di studio per catturare movimenti, espressioni e ombre, il suo sentirsi responsabile di ogni personaggio e dei sentimenti che avrebbe dovuto esprimere nel quadro attraverso il suo pennello.

Non era giusto ritrarre un dolore vivo. Per un artista, non sarebbe stato giusto intromettersi col gessetto o con il carboncino nel pianto di Maria Maddalena […] Se il momento della conversione portava a quell’abbietta infelicità, non volevo dipingerlo, volevo dipingere invece l’istante prima […] Camminavo veloce, infiammata da quell’idea. Doveva essere ironica, contradditoria e ambigua. La fronte sarebbe stata aggrottata, gli occhi pieni di lacrime, le palpebre arrossate e gonfie, per la vergogna del proprio passato, ma sarebbe stata ancora vestita di pietre preziose, avrebbe indossato dei gioielli, essendosi appena preparata di fronte allo specchio per il prossimo cliente. Le lacrime avrebbero rivelato la sua ambiguità. Per che cosa veramente piangeva?

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3. Un romanzo poliziesco ambientato a Giverny, il villaggio dove visse Monet: “Ninfee nere” di Michel Bussi

Un libro tra i più intriganti letti di recenti. Un noir (che ormai sapete non essere il mio genere letterario preferito, ma a cui sto dando una chance) di uno dei più famosi e bravi giallisti francesi degli ultimi anni. Michel Bussi ambienta il suo romanzo nel villaggio di Giverny, patria dei quadri più belli di Monet, il luogo in cui il pittore strampalato ha deviato il corso di un fiume per creare uno stagno e si è rinchiuso per trent’anni a dipingere ninfee.

L’incipit del libro è iconico e originale e ve lo ripoto subito perché possiate capire di cosa sto parlando.

Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny. La prima abitava in un grande mulino in riva a un ruscello, sul chemin du Roy; la seconda in una mansarda sopra la scuola, in rue Blanche-Hoschedé-Monet; la terza con la madre in una casetta di rue du Château-d’Eau dai muri scrostati. Neanche avevano la stessa età. Proprio per niente. La prima aveva più di ottant’anni ed era vedova. O quasi. La seconda ne aveva trentasei e non aveva mai tradito il marito. Per il momento. La terza stava per compierne undici e tutti i ragazzi della scuola erano innamorati di lei. La prima si vestiva sempre di nero, la seconda si truccava per l’amante, la terza si faceva le trecce perché svolazzassero al vento.

Tutto ha inizio dal ritrovamento del cadavere di un oftalmologo con la passione per l’arte e per le donne, che nella tasca della giacca cela una cartolina del quadro “Ninfee nere”. Sullo sfondo di Giverny e dei luoghi cari a Monet viene costruito un intreccio narrativo che coinvolge le tre donne, l’ispettore di polizia Sylvio Bénavides e il suo superiore Laurenç Sérénac e che lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, portando addirittura il lettore a chiedersi se negli ultimi anni della sua vita Monet abbia veramente dipinto le ninfee nere del titolo.

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4. Un romanzo sulla nascita del quadro più famoso di Renoir: “La vita moderna” di Susan Vreeland

Tra i libri che parlano d’arte e da leggere assolutamente vi consiglio ora un secondo titolo della Vreeland, dedicato all’Impressionismo e in particolare alla nascita di uno dei quadri più famosi di Pierre-Auguste Renoir: “Le déjeuner des canotiers”.

La vicenda si svolge nel 1880 quando, a seguito di una dura critica di Émile Zola al movimento impressionista, Renoir decide di realizzare un dipinto ambizioso, di grandi dimensioni, che celebri la gioia di vivere e che possa entrare di diritto tra i capolavori della storia dell’arte.

Per l’ambientazione della sua opera, il pittore sceglie la terrazza della Maison Fournaise, un locale affacciato sulla Senna a Chatou, a breve distanza da Parigi. Qui fa posare per tre mesi amici e modelli di cui, pennellata dopo pennellata, la Vreeland svela la vita e la relazione con Renoir, perennemente squattrinato e fin troppo amante delle donne.

Un romanzo che ho adorato, che descrive in modo magistrale la nascita di un’opera così complessa e che allo stesso tempo racconta l’Impressionismo, i suoi ideali iniziali, la successive fratture interne e le differenze tra i suoi protagonisti (da Monet a Cèzanne, da Pissarro a Degas a molti altri). Un inno alla vita, all’amore per l’arte, alle frizzanti atmosfere parigine di fine Ottocento, alla voglia di leggerezza che ha accompagnato quegli anni dopo la fine della guerra con la Prussia.

Prese del rosso vermiglio e una punta di blu oltremare e li mescolò direttamente sulla tela, per fare le sedie e la barba di Alphonse, aggiungendo un po’ di verde Veronese per la giacca di Jules […] Il colore era tanto liquido da colare sulla tela. L’incanto di quelle alchimie lo lasciava senza fiato, quasi fosse la prima volta che dipingeva. […] Fugaci tocchi di colore, diafani cenni su cui sarebbe tornato un secondo momento, mescolando tonalità più opache e dense per creare le forme vere e proprie. Blu scuro il triangolo in basso a destra dei calzoni di Gustave, la bombetta di Pierre, il foulard di Antonio. Oh, come gli piaceva! Il suo braccia saltellava da una parte all’altra come in un sogno.

Se con “La passione di Artemisia” e “La vita moderna” vi ho incuriosito, vi lascio di seguito alcuni ulteriori titoli della Vreeland, ovviamente dedicati all’arte e alla pittura in particolare.

5. Un romanzo ispirato alla vita di Edvard Munch: “La ragazza delle fragole” di Lisa Strømme

Un libro da inserire assolutamente tra i titoli più interessanti legati al mondo dell’arte è sicuramente “La ragazza delle fragole”, ispirato alla vita e alle opere del gande pittore Edvard Munch. L’autrice, dopo molte ricerche, ha deciso di ripercorrere liberamente il periodo che Munch ha trascorso sulla cittadina costiera norvegese di Åsgårdstrand. La storia d’amore travagliata con la figlia di un ammiraglio, la sua eccentricità e il suo genio e la sua incredibile produzione artistica, culminata nel celebre “Urlo”, ai cui colori e al cui significato è dedicata quasi tutta la seconda parte del romanzo.

Un quadro che fa letteralmente rumore, descritto attraverso gli occhi e la voce narrante della giovane Johanne, la ragazza delle fragole del titolo, cameriera di umili origini a servizio della famiglia dell’ammiraglio e con una passione segreta per l’arte. Introdotta da Munch al vero senso della pittura e al significato dei colori e incoraggiata a dipingere nel suo studio, è lei a raccontare in prima persona le emozioni alla base della nascita dei dipinti di Munch, è lei a capirne le sfumature e i segreti e a sentirne le più profonde vibrazioni, fino a farsene custode.

Munch aveva dipinto il cielo di un vibrante cinabro rosso sangue, alternato a strati d’oro vivido. Su di esso si stagliava una sagoma ellittica e allungata, come un occhio che mi fissava. Il fiordo era di un semplice blu oltremare, contornato da linee non ricurve, e le minuscole barche senza vela in lontananza navigavano pericolosamente nei pressi del gorgo giallo al centro. Il dettaglio più sconvolgente però era la figura sul ponte. Non era più l’uomo con il cappello e lo sguardo fisso oltre la ringhiera, ma si era trasformato in una figura astratta girata verso di noi. Era ancora un abbozzo, eppure si curvava come la fiamma di una candela al vento. E il rumore, il gemito, pareva provenire da quella creatura sul ponte.

libri ispirati all'arte - munch

6. Un grande classico: “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde

Tra i libri che parlano di quadri non può mancare “Il ritratto di Dorian Gray”, che ha come protagonista il dipinto più celebre della letteratura inglese e non solo.

Siamo nella Londra vittoriana del XIX secolo e Dorian, un ricco orfano di bell’aspetto, viene convinto dal dandy Henry Wotton che la giovinezza e la bellezza siano le sole cose degne di nota, da preservare a qualsiasi costo. Decide quindi di stringere un patto con il diavolo, rinunciando alla propria anima per ottenere che sia il suo ritratto, e non lui, ad invecchiare. Anno dopo anno le fattezze dipinte nel quadro avvizziscono, facendo propri tutti i vizi e gli eccessi della vita di Dorian, fino al noto drammatico finale.

Il romanzo di Oscar Wilde è stato considerato da molti il manifesto del movimento letterario dell’estetismo, perché pone al centro di tutto il continuo tendere alla bellezza e alla giovinezza, ad un mondo di perfetta apparenza.

L’unico modo di liberarsi di una tentazione è abbandonarvisi. Resisti, e la tua anima si ammalerà del desiderio delle cose che si è proibite, di passione per ciò che le sue stesse mostruose leggi hanno reso mostruoso e illegale […] Quando la sua giovinezza se ne sarà andata, la sua bellezza la seguirà e allora improvvisamente si renderà conto che non ci saranno più trionfi per lei.

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7. Un romanzo storico che svela un lato inedito di un grande pittore olandese: “L’amante di Rembrandt” di Simone Van der Vlugt

La storia vera della scandalosa relazione tra il geniale Rembrandt e la povera Geertje Dircx, di umili origini. Tra i libri che parlano di arte e pittori vi consiglio assolutamente questo romanzo, che fa luce sulla figura di Geertje, una donna pressocché sconosciuta ai giorni nostri e di cui pare sia scomparso anche l’unico dipinto che la ritrae.

Dopo una giovinezza difficile e travagliata, Geertje arrivò in case di Rembrandt come bambinaia, accudendone la moglie e il figlio con affetto. Dopo la morte della moglie, si legò al pittore con devozione, contro ogni regola sociale e contro il decoro dell’epoca, regalandogli i suoi anni migliori e aiutandolo a ripianare i molti debiti, fino a quando fu lui stesso a mandarla in prigione per potersi dedicare senza problemi alla sua nuova fiamma.

Confesso che non avevo la più pallida idea che dietro al genio pittorico di Rembrandt si celasse un animo abietto e senza scrupoli, dedito solo a soddisfare i propri impulsi e ad ostentare una reputazione immacolata. Con quest’opera la scrittrice olandese ha fatto un prezioso lavoro di ricostruzione storica, regalandoci da un lato la storia di una donna forte e innamorata, vittima proprio della persona che più amava, e dall’altro uno spaccato vivido dell’ipocrita società secentesca.

Il nostro rapporto però rimase a lungo nascosto al mondo esterno; la convivenza al di fuori dal matrimonio era vietata dalla legge, era punita con una grossa multa e se non si correggevano i propri costumi si poteva anche essere allontanati dalla comunità.

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8. La voce narrante del quadro più famoso al mondo: “Io, Monna Lisa” di Natasha Solomon

Un gioiellino targato Neri Pozza, casa editrice che amo molto e che come sempre annovera tra i suoi titoli delle vere chicche. In questo romanzo è il quadro stesso della Monna Lisa a raccontare la sua storia attraverso i secoli, dal suo amore per Leonardo che l’ha creata agli anni di solitudine esposta nei musei più importanti del mondo.

Lisa, come si fa chiamare, prende vita dalle prime pennellate, acquisendo sempre più consapevolezza di sè, fino a farsi sentire dal suo creatore e da pochissimi altri eletti, geniali quanto Leonardo (uno su tutti, Michelangelo). Attraverso ciò che Lisa vede e sente viene ripercorsa la vita di Leonardo come uomo e come artista e vengono raccontati gli avvenimenti più importanti dell’epoca, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il dipinto passa da una vita ricca e piena a casa di Leonardo a mille peripezie, fino all’attuale malinconica solitudine di una teca, in cui non può essere udita e in cui si abbandona ai ricordi.

Un romanzo da leggere assolutamente se amate l’arte e se vi interessa la figura di Leonardo. Uno stile fresco e coinvolgente, grazie anche alla pungente ironia di Lisa.

Non ci sarà mai un altro Leonardo. E c’è stato un solo dipinto come me. Gli altri ritratti si potevano guardare, ma nessuno di loro poteva vedere […] non cercate l’altra Lisa. Io sono reale. È questo il segreto. Sinceramente lei non vale lo sforzo. La pia e logorroica moglie di un mercante vanesio e borioso. Lei è morta. Le sue ossa perdute, ormai polvere in un convento. Sentite invece la mia storia. Le mie avventure meritano l’ascolto. Ho vissuto molte vite e sono stata amata da imperatori, re e ladri. Sono sopravvissuta a rapimenti e aggressioni. A una rivoluzione e due guerre mondiali. Ma questa è anche una storia d’amore. E la storia di ciò che siamo disposti a fare per coloro che amiamo. Fin dal principio io sono stata sua, perché come Prometeo ha infuso in me il fuoco della vita.

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9. La biografia della più grande pittrice messicana: “Frida” di Hayden Herrera

L’ultimo libro ispirato all’arte che vi consiglio è la splendida biografia dell’iconica pittrice messicana Frida Khalo. Un’opera che ho letto tutto d’un fiato e che racconta la sofferenza e la genialità di Frida, sullo sfondo della tormentata storia d’amore con Diego Rivera e delle tensioni politiche del periodo.

A sei anni Frida ebbe la poliomielite e da ragazza fu coinvolta in un incidente d’autobus con conseguenze gravissime, tanto da essere costretta ferma a letto con un busto per molti lunghissimi anni. Il dolore e la solitudine la portarono ad esprimersi attraverso l’arte e a diventare un’icona indiscussa. Questo romanzo tratteggia la figura di Frida in modo magistrale, consentendo di coglierne l’essenza e di capire le ragioni profonde che l’hanno portata alle sue scelte pittoriche. Un titolo che dovete assolutamente leggere anche se non amate l’arte, ma cercate storie di donne che hanno fatto la storia.

L’elaborata confezione esterna era un tentativo di compensare le deficienze del suo corpo, il senso di frammentazione, dissoluzione, mortalità. Nastri, fiori, gioielli e sciarpe si fecero sempre più colorati ed elaborati via via che la sua salute declinava […] ≪Non avevo mai saputo di essere una surrealista≫ disse, ≪finché André Breton non venne in Messico a comunicarmelo. La sola cosa che so è che dipingo perché ne ho bisogno e dipingo sempre quello che mi passa per la testa, senza pensare a altro≫.

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