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Cosa vedere a Berlino in due giorni: itinerario per visitare la capitale tedesca

Scritto da Silvia

Visitare Berlino in due giorni. Cosa vedere assolutamente a Berlino in due giorni. Itinerario a piedi per scoprire la capitale tedesca.

Berlino è forse una delle città che più mi ha stupito. Così ricca di storia e arte, tristemente consapevole del suo passato e allo stesso tempo vivace ed esuberante negli occhi dei giovani. La capitale tedesca offre un’infinità di spunti, tra piazze, chiese, musei, street art e gite fuori porta. Ma se si stratta della vostra prima volta a Berlino vi posso dire che anche in un paio di giorni è possibile vedere moltissime cose, ovviamente preparandosi a lunghe camminate. In questo articolo vi racconto quindi cosa vedere a Berlino in due giorni e quali attrazioni visitare assolutamente.

Di seguito trovate quello che è stato il nostro itinerario per scoprire la capitale tedesca in due giorni, arrivando la sera e avendo poi due giornate piene a disposizione.

Itinerario per visitare Berlino in due giorni: cosa vedere e cosa fare

Cosa vedere a Berlino in due giorni: cosa vedere la prima sera

Potsdamer Platz e il Sony Center

Arrivando a Berlino di sera, come è successo a noi, il consiglio che vi dò è quello di andare subito a Potsdamer Platz e in particolare al Sony Center, un concentrato di colore e di vivacità, costruito principalmente in vetro e acciaio. La sua forma curiosa dipene dal fatto che, visto dall’esterno, dovrebbe ricordare il monte Fuji. In Giappone, infatti, è tradizione che sui monti vivano i kami, i numi tutelari della fede shintoista e, visto che a Berlino non ci sono montagne, il Sony Center avrebbe dovuto essere una sorta di casa per i kami, a protezione della sede della Sony. Detto questo, la sera è senza ombra di dubbio il momento migliore per trovarsi qui, perché la piazza interna brulica di giovani e di vita e ci sono una miriade di locali dove cenare e bere una buona birra.

Cosa vedere a Berlino in due giorni: itinerario del primo giorno

Da Gendarmenmarkt alla Neue Wache

L’itinerario che vi propongo per il primo vero giorno a Berlino parte da Gendarmenmarkt, una delle piazze più belle di Berlino, che si presenta con due chiese gemelle ai lati (il duomo francese e il duomo tedesco) e la Konzerthaus al centro. La prima dimostrazione che Berlino è uno splendido connubio di grandezza, eleganza e dolcezza.

Spostatevi di pochi passi sulla vicina Bebelplatz, dove si affacciano l’Alte Bibliothek e la Deutsche Staatsoper (l’Opera di Stato tedesca). Uno dei lati di Bebelplatz dà sul viale più famoso di Berlino, Unter den Linden (letteralmente “sotto i tigli”, anche se oggi non ce n’è neppure l’ombra), che in origine collegava il palazzo reale con i giardini del Tiergarten. Di fronte a voi vedrete la Staatsbibliothek e l’Humboldt Universität, la più antica università di Berlino, dove hanno insegnato Hegel, Schopenhauer e Einstein, giusto per farvi qualche nome.

Continuate lungo il viale in direzione Alexanderplatz ed entrate alla Neue Wache, un piccolo edificio che da fuori sembra un tempio greco ma che in realtà è un monumento alle “vittime della guerra e della dittatura”. Al suo interno c’è una sola stanza, spoglia, con al centro l’ingrandimento della Pietà di Kollowitz, nessun altro fregio o decoro tutt’intorno, solo uno spazio vuoto da riempire con i propri pensieri.

Museum Insel: l’isola dei musei di Berlino

Proseguite lungo Unter den Linden fino ad attraversare lo Schlossbrücke e vi troverete alla Museum Insel, letteralmente l’isola dei musei, una vera cittadella delle arti. Io ora vi parlo da amante dell’arte, per cui per me questa zona è il paese dei balocchi e ci avrei passato giornate intere. Indipendentemente però dai vostri gusti, vi consiglio di visitare almeno uno di questi musei. Noi abbiamo scelto il Pergamon Museum, dove sono custoditi la porta di Ishtar e l’altare di Pergamo e dove è possibile visitare una bellissima sezione d’arte islamica, il cui gioiello è la stanza di Aleppo, completamente dipinta nelle tonalità del rosso. Considerato che già dalla tarda mattinata inizia a formarsi una coda lunghissima per accedere ai musei, fate bene i vostri conti. Noi siamo arrivati poco prima delle 10, l’orario di apertura del Pergamon Museuem, e in pochi minuti ce la siamo cavata.

Il Duomo di Berlino

Adiacente all’isola dei musei si trova un altro dei must see di questo itinerario, il Berliner Dom, sicuramente tra le chiese più belle che ho visto finora fuori dall’Italia. Mosaici, sculture e bassorilievi in pietra arenaria, velluto rosso sulla loggia imperiale, un pulpito scolpito in legno di quercia e un organo di ben 7269 canne tra i più grandi e più belli del tardo Romanticismo tedesco. E poi marmo e decorazioni in bronzo dorato, l’impressione d’insieme è di sfarzo e luminosità.

Considerate circa un’oretta per la visita completa perché, se vi va, è anche possibile salire sulla cupola per vedere Berlino dall’alto (mi sento in dovere di avvisarvi che ci sono 270 gradini) oppure scendere nella cripta degli Hohenzollern, uno dei mausolei più importanti d’Europa, che conta circa un centinaio di sarcofagi.

DDR Museum: il museo della Repubblica Democratica Tedesca

Sull’altro lato della Sprea rispetto al Duomo si trova uno dei musei più interessanti di Berlino, il DDR Museum, che ripercorre la vita quotidiana degli abitanti di Berlino Est nel quarantennio dal 1949 al 1990. Una ricostruzione perfetta degli ambienti, da un appartamento completamente arredato a una camera d’asilo a una stanza di un collaboratore della Stasi. Oggetti reali di uso comune in un’esposizione interattiva, oggetti da toccare, cassetti da aprire, per esssere catapultati in un momento di vita passato: i giocattoli di un bambino e i giornali di un padre, un giradischi, una radio e un registratore di cassa, i prodotti alimentari di un tempo e le utilitarie in cui ci si può sedere, vedendo scorrere davanti a sè la strada di una volta, come in un film.

Alexanderplatz

In un itinerario di due giorni a Berlino non può sicuramente mancare Alexanderplatz, uno dei simboli della città, ma che personalmente mi ha un po’ deluso. Sicuramente grande, piena di negozi e di vita, ma l’ho trovata piuttosto grigia e, tranne che per il sempre adorabile Dunkin’ Donuts, non ho provato particolare entusiasmo.

Nonostante tutto c’è sicuramente qualcosa che merita una rapida occhiata. Ad esempio, anche da lontanto è impossibile non notare la Fernsehturm, la torre della televisione, alta ben 365 metri, su cui si può salire per vedere la città dall’alto. Sulla piazza si affacciano poi il Rotes Rathaus (il municipio di Berlino), con la caratteristica facciata di mattoni rossi, l’Orologio universale e la fontana dell’Amicizia tra i popoli. Ma, ripeto, purtroppo secondo me niente di ché.

Nikolaiviertel: il quartiere medievale di Berlino

A pochi passi da Alexanderplatz c’è uno dei quartieri più carini di tutta la capitale: Nikolaiviertel, un tuffo nel periodo medievale da cui non vorrete più andare via. Negozi deliziosi, peluches giganti per cui rimpiangerete di aver portato con voi solo il bagaglio a mano, decorazioni natalizie in legno da perdere la testa e la chiesa più antica della città, la maestosa Nikolaikirche, tutto in un contesto dai colori pastello, quasi impalpabili, che in autunno, quando ci siamo stati noi, sono ancora più caldi.

East Side Gallery: quel che resta del muro di Berlino

Tornate ora ad Alexanderplatz per prendere la metro di superficie, con direzione East Side Gallery, una delle attrazioni da vedere assolutamente a Berlino. Oltre un chilometro di storia e di colore, quel che resta del muro di Berlino, a cui artisti del presente hanno ridato vita, creando la più lunga galleria d’arte all’aperto del mondo. Noi abbiamo costeggiato il muro senza alcuna fretta, pensando che i colori vivaci e le scritte che stavamo fotografando avevano diviso intere famiglie per anni, pensando che sotto a questi murales si nasconde la disperazione di chi dalla sera alla mattina aveva visto la propria vita cambiare per sempre. Una vergogna che è durata per ben 28 anni, dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989.

Hackesche Höfe

Percorrete tutta l’East Side Gallery fino all’Oberbaumbrücke, il ponte rosso di Berlino, e da qui, a qualche centinaio di metri, riprendete la metro in direzione Hackescher Markt. Il prossimo obiettivo di questo itinerario per visitare Berlino in due giorni è infatti un po’ di sano shopping agli Hackesche Höfe.

Non si tratta di  una zona che trovate nella classica lista delle “10 cose da vedere a Berlino”, ma io non solo la inserisco di diritto, ve la stra-consiglio! Otto cortili, ristrutturati negli anni Novanta e collegati gli uni agli altri, in cui si trovano boutiques, negozi di artisti emergenti, locali caratteristici, gallerie d’arte, in uno scenario a dir poco favoloso, dai palazzi in stile liberty alle facciate delle abitazioni ricoperte di edera rosseggiante. Considerate almeno un’oretta se come me siete amanti dello shopping “alternativo”.

L’imponente Porta di Brandeburgo

Prendete ora la metro fino alla Brandenburger Tor, il simbolo indiscusso di Berlino. Alta 26 metri e larga 65, nel recente passato ha simboleggiato la divisione di Berlino ed è qui infatti che Reagan nel 1987 ha pronunciato la famosa frase: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro”. Dopo la caduta del muro, nel 1989, la Porta di Brandeburgo è diventata il simbolo incontrastato della Berlino unita.

Sopra la porta svetta la scultura della Quadriga, che ha una storia un po’ travagliata. Quando Napoleone nel 1806 occupò Berlino, portò la Quadriga a Parigi come trofeo di guerra. Otto anni più tardi, dopo la sconfitta di Napoleone, la Quadriga tornò a Berlino. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu danneggiata e finalmente ricostruita nel 1958 e posizionata dove la si vede ora.

La cupola di vetro del Reichstag

Per concludere l’itinerario di questo primo intenso giorno a Berlino, oltrepassate la Porta di Brandeburgo e dirigetevi al vicino palazzo del Reichstag, per salire sulla famosissima cupola di vetro progettata da lord Norman Foster. Migliaia di metri quadrati di vetro per creare una cupola trasparente allo scopo di simboleggiare la trasparenza del sistema democratico tedesco. L’ingresso è gratuito, è solo necessario prenotare la propria visita sul sito ufficiale (mi raccomando, fatelo con largo anticipo, se volete scegliere il giorno e l’ora che preferite). Dopo i controlli di routine e il ritiro dell’audioguida si può iniziare a salire. Passo dopo passo, mano a mano che si sale, in base all’altezza raggiunta l’audioguida indica esattamente cosa si sta vedendo sotto i propri piedi nella Berlino notturna illuminata, oltre a dare un sacco di informazioni interessanti sulla costruzione.

La cupola ha un diametro di 40 metri e consente di avere una panoramica a 360 gradi sulla città, soprattutto quando si raggiungono i 54 metri di altezza della sommità. È aperta sulla base e sulla cima e proprio in cima c’è una sorta di imbuto che serve a deviare l’acqua in caso di pioggia ed evitare che vada a finire nella sottostante aula plenaria, dove vengono elette le massime cariche dello stato (presidente, vice-presidente e cancelliere). Al centro della cupola ci sono inoltre ben 360 specchi che riflettono la luce proprio nell’aula plenaria. Noi ci siamo presi tutto il tempo per godere al massimo di questa visita e uscendo dalla cupola siamo rimasti ancora qualche minuto nella grande terrazza ad ammirare le luci della città dall’alto, forse uno dei momenti più belli dell’intero viaggio a Berlino.

Cosa vedere a Berlino in due giorni: itinerario del secondo giorno

Checkpoint Charlie

Il secondo giorno a Berlino inizia dal Checkpoint Charlie, il posto di blocco che divideva il settore sovietico da quello americano. Quella che si vede ora è una ricostruzione fedele all’originale, con tanto di sacchetti di sabbia, che non ha nulla di strepitoso nella forma, quanto in ciò che evoca. A lato il famoso cartello, che recita “state lasciando il settore americano” da un lato e “state entrando nel settore americano” dall’altro.

Haus am Checkpoint Charlie: il museo del muro

Attaccato al Checkpoint Charlie non perdetevi per nessun motivo al mondo l’Haus am Checkpoint Charlie, uno dei musei di storia recente più commoventi che abbia mai visto. È stato fondato nel 1963 allo scopo di documentare la disperazione degli abitanti di Berlino che hanno cercato negli anni di superare il muro per scappare dal settore sovietico. Considerate almeno un paio d’ore per la visita, in un’atmosfera quasi surreale tra pannelli esplicativi e descrizioni dei vari tentativi di oltrepassare il muro. Ho perso il conto di quante volte mi sono ritrovata a fissare una foto con un nodo allo stomaco che mi toglieva il fiato.

Il museo ebraico

La tappa successiva è lo Judisches Museum, il museo ebraico, un altro luogo in cui inevitabilmente le emozioni prendono il sopravvento.

Dall’ingresso si scende subito in un tunnel sotterraneo, semplice, spoglio, da cui partono tre corridoi, tutti in pendenza, in salita, sulle cui pareti sono incisi i nomi dei campi di concentramento purtroppo più noti. Pelle d’oca.

Il primo corridoio conduce alla Torre dell’Olocausto e noi inizialmente non sapevamo cosa aspettarci. Non appena si entra nella stanza la porta si richiude e ci si trova immersi nel buio e nel silenzio quasi assoluti, in un ambiente dal soffitto altissimo ma completamente vuoto, illuminato solo da una sottile e flebile striscia di luce in alto. Non riesco a descrivervi il senso di sgomento che ho provato, immaginando lo strazio e il vuoto provocati dalla follia nazista.

Il secondo corridoio porta al Giardino dell’Esilio, una serie di stele disposte su un piano inclinato, su cui è difficile mantenere l’orientamento, una sensazione vivida di precarietà, di mancanza di equilibrio, di difficoltà. Vi assicuro che camminare qui è stato davvero difficile, dopo un minuto mi girava completamente la testa. Forse era proprio così che si sentivano gli Ebrei, senza un punto fisso, senza un riferimento, in balia di una situazione esterna su cui non avevano alcun controllo.

L’ultimo corridoio conduce infine al museo vero e proprio, una raccolta di oggetti, filmati e molto altro, che raccontano la vita degli Ebrei in Germania fino ad oggi. Le sale sono forse addirittura troppo ricche di testimonianze e ci vorrebbero ore per vedere tutto per bene. Vi confesso che noi eravamo piuttosto provati da tutte le sensazioni appena vissute e abbiamo quindi dedicato poco meno di un’oretta alla visita, soffermandoci sulle stanze che ci sembravano più interessanti. La cosa che mi è piaciuta di più è il grande albero, posto al centro di una delle prime sale, su cui chiunque può appendere un bigliettino rosso con i propri desideri o i propri pensieri, l’ho trovato perfetto per un luogo come questo, un modo bellissimo per condividere un pezzetto del proprio cuore.

Holocaust Mahnmal: il memoriale di Berlino

Per completare questa prima parte del secondo giorno a Berlino, tornate nel quartiere Mitte per visitare l’Holocaust Mahnmal, il memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa, che occupa ben un isolato intero. Una distesa di 2.711 stele grigio scuro in calcestruzzo, della stessa forma ma di diversa altezza (le più alte arrivano a 4mt), tra le quali si può camminare, in una sorta di labirinto, come in un immenso cimitero. In mezzo a tutta questa tristezza io ci ho visto però anche della speranza, quella di un cielo azzurro sopra la testa, quella della luce che scalda queste stele inanimate e dà loro dignità.

Il memoriale si trova praticamente dietro a Pariser Platz, la piazza della Porta di Brandeburgo e vi consiglio di non farvi scappare l’occasione di rivederla anche alla luce del giorno. Da qui potete anche fare una breve passeggiata al Tiergarten, che in autunno è favoloso, e tornare anche a vedere il Reichstag, visto che il primo giorno ne abbiamo apprezzato solo la cupola. L’ideale a questo punto credo sia andarci verso il tramonto per ammirarne l’esterno con la luce e salire poi sulla cupola con il buio necessario.

Gita fuori porta: il castello di Charlottenburg

A questo punto dell’itinerario vi propongo una piccola gita fuori porta. Sapete che adoro i castelli e non potevo non vederne uno anche a Berlino. Prendendo prima la metro di superficie e poi l’autobus, dal centro città si può arrivare in circa una mezz’ora al più grande palazzo di Berlino, Schloss Charlottenburg, la residenza di campagna di Sophie Charlotte, moglie di Federico I. È stata costruita verso la fine del 1600 e nei secoli successivi è stata ampliata e modificata, tanto che ora è un bellissimo mix di stili di epoche diverse.

Non avendo moltissimo tempo a disposizione (la chiusura è tassativa alle 18), noi abbiamo dedicato ai giardini solo una mezz’ora. Sono davvero vastissimi e in autunno dolcemente malinconici, nelle mille sfumature di giallo, rosso e arancione. La visita agli interni ci ha impegnato invece circa un’oretta, tra stanza barocche e rococò, tra gli appartamenti reali e le preziosissime collezioni di porcellane e argenterie. Pensate che la Camera della Porcellana è una delle più grandi di Germania. La stanza più bella? Per me non ci sono dubbi, è la Galleria Dorata, una meraviglia lunga più di 40mt, ricca di decori e di specchi, dove sentirsi una principessa per qualche minuto. All’interno, previo pagamento di un supplemento al biglietto, è possibile fare foto, che però non devono essere divulgate. Quindi non vi posto le foto che ho fatto io ma una presa dal sito ufficiale, dato che voglio comunque darvi almeno un’idea dello sfarzo delle sale.

photo credits: www.spsg.de

Ku’damm: la via dello shopping

Dopo la visita al castello vi consiglio di tornare in centro per fare un po’ di shopping. Partite da Kurfürstendamm, per gli amici Ku’damm, il viale che nel passato veniva percorso dai principi elettori che si recavano alla riserva di caccia della foresta Grunewald. Nei secoli, grazie soprattutto a Bismarck, è stato reso sempre più elegante e lussuoso, sul modello degli Champs Élysées, tanto che ai tempi del muro veniva chiamato “la vetrina dell’Occidente”. Oggi Ku’damm è la principale via dello shopping di Berlino: negozi e boutique delle marche più prestigiose e una miriade di persone, turisti e berlinesi si riversano qui in ogni momento della giornata per una passeggiata alla moda.

Lungo Ku’damm si trova anche la Kaiser-Wilhelm-Gedachtniskirche (chiesa in memoria dell’imperatore Guglielmo), o meglio, quel che ne rimane, visto che è stata bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale. Entrate e resterete a bocca aperta: il soffitto è completamente ricoperto di mosaici dai colori brillanti che celebrano gli Hohenzollern, una vera meraviglia.

Continuate poi su Tauentzienstrasse, il “prolungamento” di Ku’damm, fino a quando noterete, al centro della strada, una scultura gigantesca. Si tratta di “Berlin”, un’opera di Brigitte e Martin Matschinsky-Denninghoff, che in passato rappresentava la divisione della città e ora ne simboleggia l’unità. Guardate bene questo foto, perché per scattarla mi sono quasi fatta investire!

L’ultima sosta di questo secondo giorno a Berlino è Wittenbergplatz, su cui si affaccia il KaDeWe (Kaufhaus des Westens, letteralmente “l’emporio dell’Ovest”), il più grande centro commerciale dell’Europa continentale, 60.000mq disposti su sette piani. A  tratti mi ha ricordato Harrods per alcuni elementi particolarmente sfarzosi, per i soffitti altissimi e per le grandi marche che solo a guardarle ti si svuota il portafogli. Inoltre dovete sapere che io adoro la Food Hall di Harrods, ogni volta che ci torno comprerei e assaggerei di tutto, e il sesto piano del KaDeWe non è da meno. È detto “piano gourmet” perché ci sono angoli dedicati ad ogni cosa: dal pesce alla carne, dai formaggi al pane, dai vini alle birre ai dolci, più di 35.000 prodotti, il posto perfetto per un aperitivo (non per la cena purtroppo, perché alle 20 chiude i battenti).

Spero che questo itinerario per visitare Berlino in due giorni vi sia piaciuto e che soprattutto vi possa essere utile. Rispetto ad altri viaggi che abbiamo fatto, come avrete visto, ho inserito molti musei, perché credo che la Berlino di oggi non possa essere capita e apprezzata fino in fondo se non si dedica del tempo anche ad approfondire la sua storia recente. E questa è una città che non ha alcuna paura nel raccontarsi, nel lasciare ad esempio che i visitatori tocchino con mano gli orrori del nazismo. Allo stesso tempo, però, è una città giovane, che di giorno passeggia al Tiergarten o in Kurfürstendamm e la sera si riversa nelle strade e nei locali. Cara Berlino, per me meriti già un ritorno!

Per visitare Berlino bisogna saper vedere anche quello che non c’è più e saper intuire una ingannevole realtà. Qui gli eventi sono cicatrici sul volto della storia, ma la loro capacità evocativa è intatta. A Berlino nulla resta più visibile di ciò che si cerca di cancellare.
(J. B. Merian)

(Articolo aggiornato a ottobre 2020)

8 Commenti

  • Non avrei mai pensato che a Berlino ci fosse un quartiere medievale, addirittura coi portici!
    Non ci sono mai stata e non credo ci andrò a breve, mi dà l’idea di una città grigia e deprimente nonostante la sua storia. Devo essere del mood giusto, ecco. Però mi tengo l’itinerario, non si sa mai.

    • Ciao Anna, ti capisco, anch’io ci sono andata più che altro per curiosità, ma senza grosse aspettative, me l’immaginavo fredda e poco accogliente, e invece ne sono rimasta travolta.. I colori dell’autunno le danno un tocco di magia e di dolcezza e ci sono alcuni quartieri, come Nikolaiviertel, che mi hanno fatto impazzire!! <3
      Un abbraccio e grazie di essere passata

  • Ti dirò che il mal di gambe mi è venuto solo a leggerti, ma ammetto che le foto ripagano la stanchezza. Al reale dev’essere anche meglio!
    A Berlino non sono ancora stata e dal tuo post ho trovato molte informazioni interessanti e ho capito che questa città conserva bellezze davvero per tutti i gusti ☺

    • Ahahahahahaha! Quando la sera siamo tornati in hotel mio marito effettivamente è crollato e me lo rinfaccia ancora adesso!! 🙂
      Ma io adoro camminare e anche se i chilometri macinati sono stati molti, ti assicuro che non li ho davvero sentiti, perché c’era sempre qualcosa di bello davanti agli occhi e poi anche perché ho avuto la fortuna di trovare dei locali veramente carini dove fermarmi per pranzo o per una pausa 😉

  • Ciao Silvia, anche io sono tornata da poco da Berlino: una città complicata, che mi è piaciuta molto. Io ci sono stata per tre giorni interi, e purtroppo ho dovuto rinunciare a vedere delle cose per mancanza di tempo, però almeno mi consolo con le tue fotografie.
    Mi dispiace di aver visto la Porta di Brandeburgo di pomeriggio e non alla sera, perché ora vedo che con le luci è ancora meglio!
    Carino vero il museo della DDR? Hai presente il finto ascensore che porta all’appartamento? Lì mi è sembrato veramente di essere nella DDR, è davvero suggestivo 😉

    • Ciao Silvia, ho visto alcuni tuoi scatti su IG e ho capito che anche a te Berlino è entrata nel cuore 🙂
      Io sono andata alla porta di Brandeburgo la sera e ti confermo che è mozzafiato, poi ci sono tornata il giorno dopo per vederla anche con la luce 🙂
      Il museo della DDR è bellissimo, mi sono sentita catapultata nel passato, potendo anche vedere e toccare ogni cosa, un museo diverso dai soliti!
      Un abbraccio

  • Sto leggendo parecchi articoli su Berlino in questi giorni, città che mi ha sempre lasciato del tutto indifferente ed invece comincia a generare in me un certo interesse.
    Scoprire poi angoli che non ti aspetteresti di trovare mai in città attraverso le tue foto bellissime è…WOW!

    Un bacione silvia <3

    • Sono felice che Berlino inizi ad incuriosirti, io non avevo grandi aspettative e me ne sono innamorata perché è completamente diversa dallo stereotipo di città grigia e triste a cui tutti pensano. Tra Nikoloaiviertel e Hackescher Markt mi sembrava di essere in una fiaba 🙂
      E poi la cupola del Reichstag mi ha dato il colpo di grazia, colpita dritta al cuore!
      Un bacione a te cara <3

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