Cosa sono i viaggi sostenibili e come si possono organizzare al meglio. Dalla scelta di una destinazione green a quella di un alloggio eco-compatibile.
Sempre più spesso si sente parlare di viaggi sostenibili e di turismo responsabile, in contrapposizione all’overtourism attuale che sta avendo conseguenze serie sul nostro pianeta. Ma nella realtà quanto siamo davvero preparati in materia? Quante volte ci fermiamo a pensare ai piccoli gesti che ciascuno di noi può compiere per ridurre l’impatto che i nostri viaggi hanno sull’ambiente che ci circonda? Ho deciso quindi di provare a fare un po’ di chiarezza e a raccogliere alcuni consigli utili per iniziare ad organizzare in autonomia viaggi sostenibili.
Cos’è un viaggio sostenibile?
Il concetto di viaggio sostenibile ha iniziato ad affacciarsi sulla scena internazionale negli anni Ottanta, per diventare poi oggetto di discussione e di regolamentazione alla conferenza mondiale di Lanzarote del 1995, durante la quale è stata redatta la Carta del Turismo Sostenibile. Negli anni successivi sono state definite le linee guida per il turismo sostenibile, enti e governi si sono pubblicamente impegnati sul tema e gli organismi internazionali l’hanno messo al centro del dibattito. Di seguito vi riporto proprio la definizione di viaggio sostenibile data dall’UNWTO (United Nations World Tourism Organization): “Tourism that takes full account of its current and future economic, social and environmental impacts, addressing the needs of visitors, the industry, the environment and host communities“.
Si tratta cioè di una forma di turismo che prende in considerazione gli impatti economici, sociali e ambientali attuali e futuri, indirizzando allo stesso tempo le esigenze sia dei viaggiatori che delle comunità locali ospitanti. È un nuovo modo di approcciare al viaggio, che è stato inserito anche nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite come elemento strategico per il raggiungimento degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

Riprendendo la definizione, i principi su cui si basa il turismo responsabile sono sostanzialmente tre.
1. Salvaguardia dell’ambiente – Un viaggio sostenibile non deve inquinare, a partire dal mezzo di trasporto che deve essere ad emissioni basse o nulle, fino alla gestione dei rifiuti quotidiani. Il viaggiatore deve preservare l’habitat locale, evitando comportamenti poco rispettosi dell’eventuale biodiversità.
2. Mantenimento e valorizzazione della cultura locale – Il rapporto con la popolazione ospitante dev’essere di reciproco scambio e arricchimento, al fine di proteggere e valorizzare la cultura locale, le sue tradizioni e la sua storia.
3. Sostentamento economico della comunità locale – Scegliere il turismo sostenibile significa viaggiare in modalità slow, vivere la destinazione senza fretta, preferendo attività e prodotti del posto e avendo così un impatto positivo sull’economia locale. Significa alloggiare in strutture a conduzione familiare, scegliere locali che usano prodotti di stagione e a km zero, prediligere l’artigianato del luogo alla chincaglieria industriale, partecipare ad attività in loco che valorizzino il territorio.
Come viaggiare in modo sostenibile: guida all’organizzazione
Scelta della destinazione
La prima cosa da fare per viaggiare in modo sostenibile è scegliere una destinazione vicina o raggiungibile con mezzi ecologici. Un turista responsabile non pensa ad una meta perchè “é instagrammabile” o perché “ci vanno tutti”, ma opta per destinazioni di nicchia, puntando al cosiddetto undertourism, e cerca di spostarsi nei periodi dell’anno considerati di bassa stagione.
I vantaggi di una tale scelta consapevole sono molteplici: non solo si evita di stressare una regione già messa a dura prova dall’afflusso costante e spesso disordinato di turisti, ma così facendo si porta anche valore a realtà poco conosciute, promuovendone le attrattive e dando nuovo impulso all’economia locale. Inoltre si può godere al meglio della destinazione senza doverla condividere con centinaia o migliaia di altre persone. Pensate ad esempio al Lago di Braies: prima che la fiction RAI “Un passo dal cielo” lo facesse entrare nelle case di tutti gli italiani era un’oasi di pace, mentre ora, purtroppo, l’unico modo per apprezzarlo con la dovuta calma è arrivare al mattino prestissimo, evitando i weekend e i mesi estivi. O pensate a Venezia, che nel disperato tentativo di regolamentare l’afflusso di visitatori ha introdotto il tanto discusso ticket d’ingresso.
Un altro buon punto di partenza per viaggiare in modo sostenibile può essere quello di scegliere destinazioni in regioni o Paesi che hanno manifestato una chiara politica ambientale, le cosiddette destinazioni green.
Il GSTC (Global Sustainable Tourism Council), l’organizzazione no-profit che ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile, ha definito degli standard noti come Criteri GSTC, che consentono di valutare se una destinazione è sostenibile o meno. I criteri sono organizzati nelle seguenti categorie:
- gestione sostenibile della destinazione
- sostenibilità socio-economica, volta a massimizzare i benefici sociali ed economici e minimizzare gli impatti negativi per la comunità ospitante
- sostenibilità culturale, volta a massimizzare i benefici per le comunità, i visitatori e il patrimonio culturale e minimizzare gli impatti negativi
- sostenibilità ambientale, volta a massimizzare i benefici all’ambiente e minimizzare gli impatti negativi
In base a tali criteri, nel 2019 è stata certificata la Valsugana, la splendida valle del Trentino che da tempo investe nel turismo sostenibile e che per molti anni è stata l’unica destinazione riconosciuta dal GSTC non solo in Italia, ma in tutta Europa.
Se siete amanti dei viaggi on-the-road, la scelta più sostenibile è scegliere tappe raggiungibili con mezzi a bassa emissione o, meglio ancora, elettrici. Smart, ad esempio, propone veicoli completamente elettrici a zero emissioni, rispettando al massimo l’ambiente. Così facendo si può coniugare il rispetto per l’ambiente con il desiderio di scoprire destinazioni più lontane senza rinunciare alla comodità e alla completa autonomia negli spostamenti.

Le destinazioni più sostenibili al mondo secondo Lonely Planet
Giusto per darvi qualche idea, senza scomodare nuovamente enti governativi o indipendenti, vi riporto di seguito le dieci destinazioni più green del mondo secondo Lonely Planet, che ha stilato questa lista all’interno dei Best in Travel 2024.
1. Spagna – Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Spagna si sta impegnando per diventare una meta sempre più sostenibile. Negli ultimi anni gli enti del turismo spagnolo stanno lavorando molto per promuovere regioni alternative ai grandi classici e per far apprezzare il Paese in tutte e quattro le stagioni.
2. Patagonia – La Patagonia è uno dei miei grandi sogni e da diversi anni è oggetto di un grandioso progetto di rigenerazione e tutela ambientale. Dalla creazione di numerosi parchi nazionali fino al rewilding del territorio che, grazie alle associazioni Rewilding Argentina e Rewilding Chile, mira alla ricostruzione della varietà e dell’abbondanza della fauna locale.
3. Groenlandia – Quando si parla di turismo sostenibile non si può non pensare ad uno dei luoghi più selvaggi del pianeta, che regala paesaggi incontaminati tra ghiacciai, montagne e fiordi.
4. Galles – Il Galles è stato uno dei primi Paesi ad aver emanato leggi sulla sostenibilità e di recente ha avviato un importante progetto di ampliamento e rinnovamento della propria rete ferroviaria.
5. Cammino Portoghese – Forse il viaggio sostenibile per eccellenza, simbolo di slow travel, di spirito di adattamento e di rispetto delle tradizioni locali. Un’esperienza che spero di riuscire a fare nei prossimi anni.
6. Palau – L’arcipelago di Palau, in Micronesia, vanta più di duecento isole che si specchiano nelle acque dell’Oceano Pacifico. Grazie a fondali marini incredibili (in termini di biodiversità) e alla presenza della barriera corallina, è universalmente considerato uno dei luoghi migliori al mondo per fare immersioni e snorkeling.
7. Hokkaidō – L’isola giapponese di Hokkaidō, finora nota quasi esclusivamente per gli sport invernali, è perfetta per un viaggio sostenibile in ogni stagione. Le attività outdoor che si possono praticare sono infinite, vista l’incredibile ricchezza naturalistica del territorio, tra vulcani, laghi, montagne e foreste.
8. Ecuador – Un altro luogo perfetto per il turismo naturalistico è senza dubbio l’Ecuador. Gli ambienti naturali sono i più ricchi e i più vari, dalle spiagge tropicali alla foresta amazzonica ai vulcani. Basta pensare ad esempio all’arcipelago delle isole Galapagos, uniche al mondo per la fauna e la flora endemiche.

9. Sentieri Baltici – I Baltic Trails sono suggestivi sentieri panoramici che si snodano tra Estonia, Lettonia e Lituania, tra paesaggi rurali, piccoli villaggi e incontri con le tradizioni locali.
10. Sudafrica – Tra le destinazioni maggiormente sostenibili troviamo infine il Sudafrica con la sua selvaggia bellezza o, meglio, con gli alloggi eco-compatibili che negli ultimi anni sono stati aperti nella natura incontaminata, dai lodge all’interno del Kruger National Park ai glamping che permettono di dormire sotto un tetto di stelle.
Scelta dell’alloggio
Identificare un alloggio sostenibile non è sempre immediato. I fattori da considerare sono molti e non tutti subito visibili. Nel libro Sustainable Escapes, pubblicato nel 2020 da Lonely Planet, è stato giustamente evidenziato come molte strutture stiano mettendo in atto una politica di greenwashing al puro scopo di sembrare rispettose dell’ambiente per averne un ritorno economico e d’immagine. Ecco perché è necessario prestare attenzione a ciò che si trova “dietro le quinte”.
Di seguito vi riporto alcuni punti di attenzione che vi possono aiutare a capire se l’alloggio in cui avete intenzione di soggiornare è realmente eco-compatibile.
- Una struttura ricettiva sostenibile tipicamente pubblica sul sito web la propria politica ambientale ed eventuali certificazioni ricevute da enti accreditati.
- Un hotel ecologico cerca di ridurre il proprio impatto sull’ambiente non solo grazie alle moderne tecnologie di risparmio energetico e idrico e all’utilizzo di materiali naturali e non inquinanti, ma anche prestando attenzione ai dettagli. In un alloggio sostenibile, infatti, non troverete plastica monouso, la cucina proporrà piatti con ingredienti a km zero, per le pulizie saranno utilizzati prodotti biodegradabili e il cambio delle lenzuola e degli asciugamani sarà previsto solo su richiesta.
- Un alloggio che si ispira ai dettami del turismo responsabile è integrato nella comunità, ad esempio assumendo personale locale e/o promuovendo attivamente il territorio.
- Un hotel eco-friendly si fa portatore dei propri principi green verso gli ospiti, coinvolgendoli in attività che valorizzino la comunità e le sue attività commerciali, organizzando eventi a tema e proponendo servizi che incoraggino il turismo sostenibile (come ad esempio l’uso di biciclette elettriche o di navetta condivisa).
Comportarsi da viaggiatore responsabile
Una cosa che dovrebbe essere scontata, ma che in realtà si rivela sempre più complicata del previsto, è il soffermarsi a riflettere su come noi stessi impattiamo l’ambiente che ci troviamo ad esplorare. Ecco quindi alcuni consigli che io stessa cerco sempre di mettere in pratica per viaggiare in modo sostenibile.
- Limitare quanto più possibile il consumo di plastica – Mettere in valigia una borraccia termica per evitare di comprare un numero infinito di bottiglie d’acqua, nel beauty-case portare shampoo, balsamo e deodorante solidi, tenere in borsa una o più buste di tela, usare lunch-box riutilizzabili per il cibo. Questi sono solo alcuni esempi delle piccole azioni che possiamo mettere in campo per ridurre l’utilizzo della plastica.
- Ridurre gli sprechi – Su quest’argomento potrei aprire una parentesi infinita, vi basti pensare allo spreco di cibo a cui si assiste negli hotel che propongono colazioni o pranzi e cene a buffet. Ma comportarsi in modo sostenibile significa anche spegnere le luci e/o il climatizzatore quando si lascia la stanza, non stampare i biglietti per eventuali attrazioni che prevedono anche il biglietto elettronico e molto altro ancora.
- Aiutare l’economia locale – Alcune piccole accortezze possono aiutare la comunità del luogo, rendendo il viaggio veramente sostenibile. Ad esempio comprare un prodotto dell’artigianato locale in un negozio etico, al posto del classico souvenir realizzato “in serie”, o fermarsi in un locale che propone piatti biologici a km zero invece di entrare nell’onnipresente fast food.
- Scegliere attività sostenibili – Per esplorare una regione è preferibile evitare attività inquinanti e prediligere ad esempio escursioni nella natura, tour a piedi (meglio ancora se guidati da abitanti del posto) o esperienze local.

Spero con questo articolo di avervi dato qualche spunto per viaggiare in modo più responsabile. Mi rendo conto che non è sempre facilissimo, sia perché spesso ci sono fattori esterni che non agevolano questo approccio, sia perché in alcuni casi i nostri desideri non si prestano ad un’organizzazione totalmente green.
Io stessa sono andata tre volte negli Stati Uniti, ovviamente prendendo un aereo che ha un impatto fortemente negativo sull’ambiente. E, al bisogno, ho comprato qualche bottiglia d’acqua di plastica. Ma, allo stesso tempo, cerco di fare del mio meglio per provare a non inquinare, cerco di scegliere attività sostenibili, di spostarmi il più possibile a piedi, di esplorare luoghi fuori dai classici itinerari o, diversamente, di visitare destinazioni famose in stagioni di minor afflusso turistico. Vi confesso che proprio quest’ultimo punto mi sta dando parecchie soddisfazioni, tanto per fare un esempio vi cito l’Alsazia, che tutti associano ai mercatini di Natale e che io invece ho visitato in Agosto.
Quello che voglio dire è che, senza estremismi e dove possibile, un approccio diverso al nostro modo di viaggiare è sempre fattibile.


