Pensieri sparsi

Romanticamente Parigi

Scritto da Silvia

Pensieri sparsi su una delle città più romantiche del mondo.

La struggente malinconia di un tramonto sulla Senna.

La vivacità di Place du Tertre a Montmartre.

L’eleganza del Louvre.

Il romanticismo di una serata mano nella mano ad ammirare il profilo illuminato della Tour Eiffel.

Il profumo di pain au chocolat sin dalle prime ore del mattino.

Sono infiniti i motivi per innamorarsi di Parigi e per innamorarsi a Parigi.

Il mio primo incontro con la capitale francese risale a parecchi anni fa, ero poco più che un’adolescente in gita scolastica e cercavo con occhi acerbi di cogliere quanto più possibile tra una risata e una lezione della nostra guida.

Ci sono tornata una decina di anni dopo, con l’uomo di cui ero innamorata (e che non a caso adesso è mio marito!) e ho visto un’altra città, ho visto i riflessi del sole su Pont Alexandre III, ho passeggiato senza fretta lungo gli Champs-Élysées, ho passato una giornata intera al Louvre senza riuscire a vedere tutto, ho mangiato un tortino al cioccolato in una brasserie vicino a Place de la Bastille talmente buono che ancora me lo sogno la notte.

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Parigi si ama in modo diverso ogni volta, è un po’ lo specchio della tua anima, nel lento scorrere della Senna troverai riflesso il tuo stato d’animo e la città ti mostrerà ciò che sei pronto a vedere. Ci puoi tornare infinite volte e riuscirà sempre a sorprenderti, ti ritroverai a guardare la facciata di Notre-Dame ogni volta come se fosse la prima e a passeggiare con occhi curiosi tra le viuzze del Quartiere Latino alla ricerca di non sai bene che cosa. E il Museo d’Orsay ti sembrerà ogni volta più colorato e più ricco, come se tutta la sua bellezza non potesse essere racchiusa in una sola visita.

E ogni volta, conoscendo Parigi un po’ meglio, ti ritaglierai sempre più momenti per viverla invece che per scoprirla, sempre più tempo per sederti al tavolino di un romantico bistrot o per passeggiare lungo il corso della Senna.

Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna, perché Parigi è una festa mobile.. Per Parigi non ci sarà mai fine e i ricordi di chi ci ha vissuto differiscono tutti gli uni dagli altri. Si finiva sempre per tornarci, a Parigi, chiunque fossimo, comunque essa fosse cambiata o quali che fossero le difficoltà, o la facilità con la quale si poteva raggiungerla. Parigi ne valeva sempre la pena e qualsiasi dono tu le portassi tu ne ricevevi qualcosa in cambio. Ma questa era la Parigi dei bei tempi andati, quando eravamo molto poveri e molto felici. (E. Hemingway)

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